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GEMELLAGGIO CON LA CITTA' DI SAMOBOR
Resoconto di un viaggio e di un'unioneErano le ore 18.50 di sabato 16 gennaio u.s., quando l'Amministrazione parabiaghese, nella persona di Olindo Garavaglia e quella di Samobor, rappresentata dal primo cittadino, Kreso Beljak, davanti ai flash dei fotografi e alle telecamere di una televisione croata, si stringevano la mano, in nome di un'amicizia destinata a durare per sempre.
La firma del Solenne Patto di Amicizia e Cooperazione tra le due città era avvenuto qualche secondo prima, alla presenza dei rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri, di alcuni esponenti del Comitato per la Collaborazione Intercomunale e Internazionale, del presidente della Croce Rossa di Samobor, Ivica Cvetkovic e dei suoi collaboratori.
E ancora, del sindaco di Sveta Nedelja (in italiano, Santa Domenica), città vicina a Samobor; di Stjepan Kozic, giuppano del Giuppanato di Zagabria e, non ultimo, di Alessandro Pignatti Morano Di Custoza, Ambasciatore Italiano in Croazia.
Una cerimonia solenne, che ha avuto luogo nel salone principale della Galeija Prica - auditorium che, situato a poche centinaia di metri dagli alberghi Lavica e Livadic (dove alloggiavamo noi esponenti dell'Amministrazione comunale e la delegazione dell'Avis), accoglieva alle pareti tele di pittori locali - e che è terminata con una cena di gala, rallegrata da musiche e danze.
Al mattino, invece, la delegazione parabiaghese aveva reso omaggio alle 52 giovani vittime di Samobor cadute nella guerra del quinquennio 1991/1995.
Ma torniamo alla cerimonia che, iniziata con l'inno di Mameli e con quello croato, si è snodata in un susseguirsi d'interventi in mezzo ai quali, ogni tanto, s'intercalavano le voci dei Samoborke, complesso vocale di apprezzabile qualità e le note degli allievi della scuola di musica di Samobor, la cui esibizione è stata altrettanto valida.
Il primo a fare gli onori di casa è stato il giovane Kreso Beljac, che si è detto <<onorato di entrare, insieme al collega Garavaglia, nella storia di Samobor e di Parabiago in qualità di sottoscrittore del patto di cooperazione>>.
Beljac ha ringraziato gli amici italiani per aver condiviso con la Croazia la sofferenza della guerra e il sogno della libertà. <<I primi aiuti umanitari - ha precisato - erano giunti proprio da voi amici dell'Avis e questo è un gesto che noi non dimenticheremo>>.
Anche il Prefetto della Regione di Zagabria si è congratulato con i donatori di sangue parabiaghesi: <<La vostra è un'amicizia che ha saputo rivelarsi tale nel momento del bisogno, come tutte le amicizie con la "a" maiuscola.
Sono certo che, da oggi in poi, la nostra cooperazione non potrà che fortificarsi, espandendosi in tutti i campi>>. Non meno pregnanti le parole dell'Ambasciatore Italiano in Croazia: <<Sentendo i discorsi dei due sindaci qui presenti- ha esordito - mi sono detto "Queste sono le iniziative che avvicinano davvero i nostri due Paesi".
Noi lavoriamo ogni giorno per rafforzare i rapporti tra Croazia e Italia e posso dire, senza tema di smentite, che gli stessi non sono mai stati così saldi come in questo momento.
Abbiamo un grande obiettivo comune: aiutare la Croazia ad entrare nell'Unione Europea e direi che ormai questo Paese ha tutte le carte in regola per farlo>>.
Non è mancato, durante la cerimonia, il ricordo rispettoso e commosso dell'amico parabiaghese Carmine Petrone, cittadino onorario di Samobor e figura chiave in quel lungo iter che condusse, nel lontano 17 settembre 1967, l'Avis di Parabiago a gemellarsi con i donatori di sangue di Samobor.
Petrone, scomparso non più di qualche mese fa, è stato ricordato con un minuto di silenzio, alla presenza delle figlie, Mariuccia e Gabriella.
Gioioso e significativo, al termine dei discorsi, lo scambio di doni tra le due città. La nostra delegazione ha regalato agli amici croati alcuni prodotti che sono un po' il simbolo della realtà produttiva parabiaghese: scarpe, calze, una macchina per il caffè, un bonsai, un cesto di prodotti gastronomici, alcuni volumi sulla storia di Parabiago e, naturalmente, la bandiera gialla e blu della città, consegnata dai quattro giovani rappresentanti del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi (Sofia Bonissi, Danae Bossi, Francesca Ziliani e Riccardo Rondena), entusiasti componenti, insieme ad altri due giovani, Edoardo Novembre ed Edoardo Terreni, della nostra delegazione.
Il dono più importante è stato, tuttavia, un quadro contenente una grossa targa bronzea raffigurante i due Comuni uniti dal simbolo dell'infinito (un otto in orizzontale) che si assottiglia verso le due estremità a rappresentare due gocce di sangue (chiara allusione ai donatori).
La targa, opera dell'artista parabiaghese Giorgio Re, è stata realizzata in quattro copie: una per l'amministrazione di Samobor, una per i donatori della città croata, una per gli avisini parabiaghesi e una, ovviamente, resterà per sempre nella residenza municipale di Piazza della Vittoria.
Olindo Garavaglia è giunto ormai alle ultime battute del suo secondo mandato consecutivo. Kreso Beljac è, invece, fresco di nomina: spetterà, dunque, a lui e al successore di Olindo Garavaglia onorare con gesti concreti quel "matrimonio" celebrato l'altro giorno e destinato, ci si augura, a durare per sempre, come tutte le unioni vere.








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