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Chiesa di Santa Maria Elisabetta

Chiesa di Santa Maria ElisabettaSulla facciata, in due nicchie, risaltano statue in marmo di S. Ambrogio e di S. Carlo, sostituenti quelle già esistenti in cemento; al centro, in una lunetta, un mosaico eseguito nel centenario di consacrazione del tempio, raffigura la Visitazione. Sulle due porte d'ingresso, in bronzo, sono rappresentate: la Cena, la Resurrezione, la Pentecoste, la Chiesa (con figure di papi, vescovi ortodossi e la Madonna). Nella parte superiore su due pannelli di bronzo risaltano le scene dell'Annunciazione e della Nascita di Gesù.

Nella bussola sono state inserite vetrate con le immagini dei papi Giovanni XXIII e Paolo VI; dei beati cardd. Ferrari e Schuster. Sopra la bussola fa bella mostra di sé l'organo sormontato da una vetrata con la SS. Trinità; ai lati affreschi con Mosé e Davide.

Da un contratto stipulato tra il parroco don Angelo Rocca, in data 5 marzo 1857, e il restauratore Costantino di Corbetta, perché l' organo fosse collocato sopra la porta principale d'ingresso, si deduce che lo stesso fu costruito dalla ditta "Angelo Cavalli", in data anteriore. Quindi preesisteva all' ampliamento della chiesa effettuato nel 1898 e fu notevolmente danneggiato nel 1873 dal fulmine, scoppiato durante un furioso temporale, che, squarciò la fiancata sinistra del campanile.

Perciò dovette essere riparato e nuovamente restaurato nel 1981 dalla ditta "Tamburini" di Crema. Lo strumento, che fu completamente smontato, rivelò che le canne e il materiale ligneo avevano sopportato l'usura e l'azione del tarlo. Sottoposto a trattamento disinfestante dai parassiti, completato delle parti mancanti, l'organo recuperò la migliore efficienza e la "disposizione fonica originaria".

All'interno, la chiesa si presenta ad unica navata, con quattro cappelle laterali. Vi si accede anche per due porte laterali con pannelli in bronzo. Su quella di destra è raffigurato Don Bosco, che tende le mani a un gruppo di giovani; sullo sfondo si staglia la figura della Madonna con Bambino in braccio. Sul portale laterale sinistro, due pannelli in bronzo presentano S. Francesco che sostiene la chiesa di Villastanza, da una parte, dall'altra S. Francesco che si spoglia delle sue vesti per fare il bene ai poveri.

La decorazione dell'abside e delle cinque campate della navata, iniziata nel 1894, è stata affidata al pittore arlunese Rodolfo Gambini, residente a Milano. Hanno lavorato con lui i fratelli Francesco e Tullio Malerba, mantovani, Venanzio Ricca e il bresciano Giovanni Feraboschi, residente a Milano.

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