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Chiesa S. S. Gervasio e Protasio

Chiesa dei Santi Gervasio e ProtasioLa maestosa parrocchia dedicata ai S.S. Martiri Gervaso e Protaso domina la grande piazza del paese.

È sorta nel 1610 su stimolo dell'allora prevosto Don Gian Angelo Crivelli, con la solerte collaborazione di Don Geronimo Raffaelli, e per ordine diretto di S. Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano. Il quale ne aveva auspicato la costruzione in una precedente visita pastorale. Il progetto era stato affidato ad uno dei più celebri architetti del tempo: Pellegrino Pellegrini.

L'attuale facciata non è quella originale, essa risale al 1780 e fu progettata dall'abilissima mano di G. Piermarini, nato a Foligno nel 1734 e morto nel 1808, progettista del Teatro alla Scala e del Palazzo Reale di Milano, nonché dei Giardini di Via Palestro, sempre a Milano: grande architetto neoclassico che disegnò anche la piazza e la disposizione degli alberi davanti alla Chiesa.

Don Antonio Maria Peregalli fu il Prevosto che commissionò l'opera a tanto architetto.
La facciata si presentava in mattoni intonacati ad eccezioni delle colonne granitiche e del portone Maggiore.

Nel 1951 il Vicario Don Gaetano Cappellini volle rivestirla in travertino e sugli architravi fece installare le statue: gli Angeli con trombe, i Santi Patroni e l'Assunta.
Sulla sinistra della chiesa, nell'area del giardino parrocchiale, dove un tempo faceva bella mostra la 'Grotta di Lourdes' di Balzariniana memoria, è sorta l'ampia canonica nel 1967.

Per ammirare le bellezze di questa chiesa all'interno basta alzare lo sguardo per contemplare la volta o le altre fiancate adornate di stucchi, tele ed affreschi pregevoli.
Non è sempre stato così: infatti, fin dall'inizio della sua costruzione a struttura essenziale la chiesa era rimasta quasi disadorna ad eccezione di qualche tela.

Si dovette così attendere anni migliori, come quelli in cui reggeva la Parrocchia Monsignor Santini e, più tardi nel 1780, durante la reggenza dei due parrocci, Agostino ed Antonio Peregalli, i quali grazie ai buoni uffici del nostro Giuseppe Maggiolini, poterono chiamare sul posto artisti di fama, quali Piermarini, il Leoni, Il Rusca e il pittore Levati, tutte personalità eminenti dell'accademia di Brera di Milano.

Ecco come il grande artista locale può far del bene a tutti i cittadini attirando e convincendo altri suoi colleghi a lavorare nella sua città!

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